Letteratura per bambini e ragazzi

Ci sarà una volta

Autore: 
Editore: 
Infinito edizioni
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2011
Presentazione: 

Lo scrittore/cantante/pediatra Andrea Satta ha raccolto in questo testo ventidue favole che le mamme dei suoi piccoli pazienti, in particolare immigrate, si sono reciprocamente raccontate in momenti conviviali che il medico ha realizzato nel suo ambulatorio, per andare incontro alle esigenze che alcune di esse avevano espresso: fare amicizia, creare occasioni di incontro. Ogni favola è corredata da una simpatica illustrazione in bianco e nero di Sergio Staino, e ha l'incipit in lingua originale. Un piccolo libro che mostra come condividere storie può rappresentare un modo per fugare pregiudizi, per valorizzare una parte della propria cultura e per dare la possibilità ai bambini di entrare in contatto con tante lingue, storie e immaginari.
La prefazione è di Dario Vergassola e l'introduzione di Moni Ovadia.

Il sogno di Rosso Ciliegia

Editore: 
Motta junior
Luogo di edizione: 
Milano
Anno: 
2005
Traduttore: 
R. Scarabelli
Presentazione: 

In Cina, in una certa città, in una certa strada, un tempo c’era una enorme casa abitata da una grande famiglia. Oggi ci abitano molte famiglie e gli edifici sono ormai vecchi e anneriti, ma se si guarda meglio si capirà come un tempo quella fosse un’unica magnifica residenza. Viveva in questa casa insieme ai genitori, al nonno, agli zii e agli innumerevoli fratelli e cugini una ragazzina che amava il rosso, che in Cina è il colore che si usa in occasione delle feste: per questo era chiamata Rosso Ciliegia. I suoi sogni e la sua tenacia si rincorrono fra le pagine che ci raccontano come i desideri e le aspirazioni vadano curati e alimentati con costanza, giorno dopo giorno. Non vi sveliamo quale fosse il sogno di Rosso Ciliegia, vi sveliamo solo che si tratta di una storia vera.

Un grande libro illustrato accompagnato dalla illustrazioni ore eteree ora vivaci e ricche di dettagli di Sophie Blackall che restituisce al lettore le atmosfere orientali della lontana Cina di ieri.

Il piccolo grande Skanderbeg/i vogli i madhi Skanderbeg

Autore: 
Editore: 
Coccole e caccole
Luogo di edizione: 
Cosenza
Anno: 
2011
Traduttore: 
Orjeta Hashorva
Presentazione: 

La storia avvicente dell'eroe albanese Skanderbeg, riportata in italiano e albanese e inserita sapientemente in una cornice di grande attualità che vede un anziano raccontare la storia dell'eroe a un bambino, mentre stanno attraversando il mare in cerca di un futuro migliore in Italia. Un tributo alla storia ed alla memoria albanese e un insegnamento di coerenza,coraggio ed onestà che supera i confini delle nazioni. Illustrazioni di Davide Bertelli.

H.H

Autore: 
Editore: 
Principi e principi
Luogo di edizione: 
Faella, Pian di Scò (AR)
Anno: 
2011
Presentazione: 

L’Hotel House esiste davvero. Si trova a Porto Recanati, nelle Marche.
È un palazzone enorme di 17 piani, 480 appartamenti, innumerevoli antenne paraboliche e soltanto 2 ascensori funzionanti per le 2300 persone che sono venute a vivere qui da 32 paesi diversi. L’Hotel House è un crocevia di lingue, di culture, di bambini. Ognuno ha le sue abitudini, il suo credo, le sue credenze, le sue differenze.
L’Hotel House di Porto Recanati è soltanto un esempio di come queste convivenze attorcigliate e lunghe, continuano a coesistere e a resistere anche a dispetto delle nostre paure.

Dall'altra parte del mare

Autore: 
Editore: 
Piemme
Luogo di edizione: 
Milano
Anno: 
2005
Presentazione: 

Elen e la sua mamma stanno fuggendo :lasciano il loro paese, l'Eritrea, la loro casa e tanti ricordi per realizzare il sogno di una nuova vita. Questa è la loro storia, e quella di tutti coloro che sfidano ogni giorno il mare per raggiungere l'Italia e la pace. Età di lettura: da 8 anni.

In bocca al lupo

Autore: 
Editore: 
orecchioacerbo
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2003
Recensione: 

Una originalissima riscrittura della fiaba di Cappuccetto Rosso, sia nei contenuti che nella veste grafica. Il grande merito di questa opera di Fabian Negrin, in questo caso nelle vesti sia di autore che di illustratore, sta nel mostrare il punto di vista di un personaggio che nella storia originale non ha troppa voce o che in ogni caso rappresenta il cattivo, il lupo. All'animale è dedicata la prima immagine della storia, in cui si presenta al lettore in prima persona e al quale, addirittura, indica il proprio nome: Adolfo. Fa una gran tenerezza questo lupo, che spiega che non mangia per cattiveria, ma per fame, (ecco uno splendido esempio di spiegazione delle azioni altrui, in una prospettiva diversa da quella solita) e che rimane senza parole dinanzi alla bellezza di questo animale che non ha mai visto, tutto rosso, che sta andando a trovare la nonna. Le storie di Negrin hanno talvolta uno sfondo amaro, dovuto anche all'inseguimento degli ideali a cui i personaggi mirano, la bellezza e la verità in nome delle quali anche Occhiopin, altro personaggio dell'illustratore argentino, si sacrifica, in un certo senso.
Una riscrittura di grande significato e valore, sia per la volontà di riprendere un classico e illustrarlo, in senso stretto e lato, in maniera inedita, sia per il messaggio che trasmette a grandi e piccoli, quella della pluralità delle visioni e dei punti di vista, tutti parimenti leciti, ma non immediatamente compresi.

Autore della recensione: 
Silvia Camilotti

Occhiopin. Nel paese dei bei occhi

Autore: 
Editore: 
orecchioacerbo
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2006
Recensione: 

E' una riscrittura molto interessante del classico collodiano, mantenendosi fedele al target originario, quella di Fabian Negrin. Nel caso di Occhiopin, Negrin è sia illustratore che autore della storia, che racconta al contrario la vicenda collodiana. Occhiopin vive a Villette Barbecue, un quartiere tra la città e la campagna uguale a mille altri quartieri in cui omologazione e ordine regnano sovrani. Il bambino protagonista si ribella a tutto questo, si scontra con la cattiva fata turchina che lo punisce prima trasformandolo in asino, poi ficcandogli in testa il grillo parlante (che lo invita di continuo al consumo e al conformismo) e infine facendogli sparire il naso dal volto. Occhiopin è uno sconfitto nel suo mondo, il suo stesso padre gli si rivolta contro perchè vuole farlo a pezzi per bruciarlo e quando butta via un vecchio ceppo sull'erba, questo poi germoglia e racconta ai bambini che vengono a giocare sotto le sue fronde di quel paese bello e libero, che ha avuto la fortuna di visitare quando era un burattino di legno, che è il Paese dei bei occhi.
La trasformazione del protagonista inverte la parabola identitaria del Pinocchio collodiano che dal bosco, dal legno, vuole emanciparsi per entrare a far parte dell'universo umano. Nella fiaba di Negrin, Occhiopin è forzatamente riconsegnato al bosco, da dove però riesce a raccontare, trasformato, ciò che di bello ha vissuto. Bellezza e verità sono le due grandi aspirazioni del protagonista in nome delle quali viene respinto dagli uomini, dal suo stesso padre. Anche in tal caso, come in Occhio a Pinocchio (http://www.ilgiocodeglispecchi.it/libri/scheda/occhio-pinocchio) della scrittrice Jarmila Ockayova, il rifiuto all'omologazione, agli schemi precostituiti e ai luoghi comuni diventa motivo di esclusione per il protagonista, che è percepito diverso, in quanto portatore di una prospettiva inusuale e critica della realtà. Il pensare autonomamente rende diversi, è un marchio di estraneità per entrambi i protagonisti di queste riscritture che sperimentano sulla propria pelle lo stigma della differenza.
Un testo importante da non perdere, per piccoli e grandi.

Autore della recensione: 
Silvia Camilotti

Il fazzoletto bianco

Autore: 
Editore: 
Topipittori
Luogo di edizione: 
Milano
Anno: 
2010
Presentazione: 

Un racconto per bambini, ma importante anche per gli adulti, che ricostruisce, con l'ausilio di immagini che conferiscono un tocco di surrealtà a una storia profondamente umana e reale, la storia di una emigrazione verso l'Italia, con la speranza di non venire dimenticati da chi si lascia, speranza che nel finale non verrà tradita. Un approfondimento a questo link, a cura di Giulia Mirandola: http://www.balcanicaucaso.org/ita/aree/Italia/Il-fazzoletto-bianco

L’Altracittà

Autore: 
Editore: 
Sinnos
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2010
Presentazione: 

In questo libro la poeta Mia Lecomte racconta con la leggerezza delle sue rime la città che viviamo, ma spesso non vediamo. Invita a guardarsi attorno con più attenzione e scoprire dove abitano, mangiano, dormono, lavorano, si curano quelli che non sono immigrati, accattoni, malati, bambini di strada, drogati, prostitute e anziani, ma Viorel, Salvatore, Ling, Carlo Alberto, Jamila, Shana, Pablo, Pap, Ivan, Oscar, Elias, Mimma, Marisa e Tamara. Persone. Che possono far festa insieme.
Le eleganti illustrazioni sono di Andrea Rivola.

Dall'Atlante agli Appennini

Autore: 
Editore: 
orecchio acerbo
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2008
Presentazione: 

Il racconto richiama in modo esplicito il famoso "Dagli Appennini alle Ande" di Edmondo De Amicis. Non è Marco che da Genova si imbarca per Buenos Aires per raggiungere la madre che vi lavora. È Yousef che dall'Atlante marocchino viene in Italia perché non ha più notizie della madre emigrata.
L'autrice ha ricalcato il famoso racconto del “Cuore” non certo a caso: un popolo che ha conosciuto nella sua carne le ferite della migrazione deve essere capace di vedere quanto ora in Italia sta accadendo, il dolore di chi parte e di chi resta, della lontananza, dell'impossibilità di comunicare. Anche qui la paura del viaggio e la solitudine di un ragazzino, lo sfruttamento, ma anche la vicinanza umana di qualcuno.
Il testo è magnificamente illustrato in bianco e nero da Francesco Chiacchio, con un tratto evocativo, a volte cupo, sempre di grande lirismo.

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