È un'antologia di poesie da raccolte diverse composte in un arco di cinquant'anni, da “Sòlo mientras tanto” pubblicata nel 1950 fino a “El mundo que respiro” del 2001. Si passa attraverso tutta la gamma del reale, seguendo i tempi della vita: un Dio contestato, i problemi politici e quelli sociali, la routine da impiegato, i giochi e le invenzioni di parole, l'osservazione della natura, la poesia d'amore, l'esilio e la nostalgia. Il tutto viene espresso con un linguaggio volutamente chiaro e semplice, nel pieno, cosciente e testardo rifiuto di abbellimenti superflui e di tronfia ridondanza. Non a caso più che narratore si sente poeta e non a caso sperimenta anche l'haiku, “Rincòn de haikus”, 1999:
la poesìa
dice honduras che a veces
la prosa calla
la poesia
dice abissi che a volte
la prosa tace
pag. 262
Il testo è nell'originale spagnolo con la traduzione a fronte di Martha L. Canfield che cura anche le pagine "Tradurre Benedetti" e una intervista allo scrittore: “La poesia, la politica, l'amore: una conversazione con Mario Benedetti”. È arricchito inoltre da un'introduzione di Manuel Vàsquez Montalbàn, “Benedetti o il romanticismo dinanzi al terzo millennio” e dalla cronologia della vita dell'autore.
La sua ultima opera pubblicata in Italia nel 2004, e forse la più importante e completa, è questa antologia con testo a fronte, la prima parte in serbocrato, che l'autore considera 'la lingua delle mie memorie', il resto in sloveno.
Scrive Sinan Gudzević nella prefazione al libro che Osti, anche se ferito dagli orrori della guerra nella sua intimità più profonda, è rimasto poeta anche in quelle drammatiche circostanze e soprattutto poeta d'amore, come dimostrano molti testi qui raccolti.
Amore:
Ti sei alzata anche tu stanotte come me, pag.21
Spalanchiamo gli occhi, amore, pag. 45
Tutto è solo apparenza
Ho ucciso un orbettino ritenendolo un serpente
velenoso. Mi ucciderà qualcuno considerandomi
un uomo capace di fare del male dovunque e a chiunque?
pag. 73
Sono raccolte in questa esauriente antologia più di sessanta composizioni poetiche di Ana Blandiana, scritte tra il 1966 e il 2000. Dimostrano la sua capacità di usare la parola nonostante le difficoltà del periodo in cui si trova a vivere. “Voglio toni chiari, voglio parole chiare”, “Ho sempre creduto che la poesia debba non tanto risplendere, quanto illuminare.” “La poesia è ciò che mi ha dato, come un sesto senso, la sensazione della presenza dell'”altro” nel mondo circostante. L'altro mi guarda dalle pietre, dalle piante, dagli animali, dalle nuvole..”
Il libro è arricchito da un saggio della poetessa, “La poesia, tra silenzio e peccato”, oltre che dalle note dei traduttori: “Verso una poesia povera” di Biancamaria Frabotta e “Nota” di Bruno Mazzoni, ordinario di Lingua e letteratura romena presso il Dipartimento di Lingue e Letterature romanze dell'Università di Pisa che ha tradotto molto della letteratura contemporanea rumena.
l volume raccoglie una selezione dei migliori testi di Gëzim Hajdari. Tutto ritroviamo tra le pagine di quest’antologia: gli anni di lotte per la libertà e la democrazia dell’Albania, l’incertezza di una nuova vita da ricostruire in un'altra patria, gli studi infiniti su mille e mille pagine, viaggi in Oriente e nel sud del mondo.
Lo stesso editore ne pubblica anche la versione in albanese
La sua poesia, pur guardando alla tradizione, ne prende le distanze con quella sua estetica delle semplici cose, quell’attenzione al quotidiano, alle problematiche giovanili, alle dolorose questioni legate ai recenti conflitti che la fanno assurgere a nuova forza sociale. Il lessico, intriso di lemmi biblici, si colora di espressioni slang, si lascia influenzare della vicina cultura araba
L'antologia raccoglie più di trenta poesie scritte in un arco temporale di dieci anni.
bilingue italiano-ebraico
Dalla prefazione di Roberto Mussapi a Il letto della straniera: "Darwish è il poeta delle parole che fanno eterna la grande lirica del Novecento, la pietà di Ungaretti, la compassione amorosa di Tagore, il magistero di Eliot. [...]Straordinarie immagini di voli, parole che sembrano scritte dalla rosa, dal fiume, un turbinio inarrestabile ma vigilato, armonizzato dal senso del canto e della voce".
Una raccolta di poesia che raccoglie testi di Mihai Mircea Butcovan e Marco Belli. Una fotografia caratterizzata da due esperienze esistenziali complementari che insieme riflettono sul passaggio dal comunismo al consumismo, vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino. Un testo incisivo che vuole cogliere contraddizioni e responsabilità di una società alla ricerca di nuove forme di cittadinanza.
Un’antologia in cui l’autrice ripropone alcune sue poesie precedentemente pubblicate e le
traduce dal portoghese all'italiano e viceversa, esempio di quella convivenza linguistica e di quel
biculturalismo che la contraddistingue
Il testo è arricchito da una nota finale," Fra due geo-grafie", sullo sguardo e la scrittura di chi si
muove in più mondi con importanti riflessioni sulla lingua. È una forte ed esplicita poetica.
bilingue italiano - portoghese
Testo bilingue, portoghese a fronte.
Le poesie presentate sono tratte da raccolte che percorrono un lungo arco di tempo, dal 1949 al 2000, ma nell'introduzione la curatrice avverte che pur avendo mantenuto la scansione temporale nella presentazione, la raccolta si presenta intrinsecamente organica, legata ai luoghi dell'infanzia dello scrittore nel Nordeste del Brasile, alla luce, al mare, al lento consumarsi, all'abbandono ed alla solitudine di cose come di uomini. “..la vita ed il tempo come lenta e dolorosa perdita, consunzione inesorabile” e però immagine nitida che mette a fuoco e valorizza gli elementi minimi dell'esistenza.
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