Saggistica

Certi confini. Sulla letteratura italiana dell'immigrazione

Autore: 
Editore: 
Morellini
Luogo di edizione: 
Milano
Anno: 
2010
Presentazione: 

I sei saggi introdotti dalla curatrice del volume, offrono utili e innovativi spunti di approfondimento su un tema che presso le accademie di tutto il mondo, in particolare nei dipartimenti di italianistica, sta ottenendo crescente attenzione: la letteratura in lingua italiana dei migranti. Gli autori dei contributi sono Graziella Parati, Fulvio Pezzarossa, Silvia Contarini, Daniele Comberiati e Ugo Fracassa.

Un mare così ampio. I racconti-in-romanzo di Julio Monteiro Martins

Autore: 
Editore: 
LibertàEdizioni
Luogo di edizione: 
Lucca
Anno: 
2011
Presentazione: 

Questa monografia sull’opera in lingua portoghese e italiana di Julio Monteiro Martins (arricchita da un’intervista esclusiva con l’autore e da cinque suoi racconti inediti) ha lo scopo di riempire un vuoto importante: la mancanza, in Italia, di approfonditi studi linguistico-testuali sugli autori della cosiddetta “Letteratura della migrazione”, che da vent’anni trasforma radicalmente il profilo letterario del nostro paese. La produzione di Monteiro Martins, come d’altronde quella dei migliori scrittori translingue, è difficilmente etichettabile in una categoria di genere: contamina prosa e poesia, racconto e romanzo, sovrappone spazi, tempi, focalizzazioni narrative, tradizioni letterarie e immaginari, «reinventandosi in una continua avanguardia, frutto di una stratificazione di lingue e destini» (Mia Lecomte).

L'immigrazione raccontata ai ragazzi. Vent'anni di proposte dell'editoria per l'infanzia

Autore: 
Editore: 
Nuove esperienze
Luogo di edizione: 
Pistoia
Anno: 
2011
Presentazione: 

È dai primissimi anni '90 del secolo scorso che le migrazioni di donne, uomini e bambini verso l'Italia iniziano a fare la loro comparsa nella narrativa per ragazzi. Albi illustrati, racconti, romanzi, edizioni per la scuola, che narrano l'esperienza migratoria nelle sue molteplici fasi e sfaccettature: dal viaggio di individui e famiglie in cerca di futuro ai tortuosi cammini di inserimento nella nuova realtà, dalla complessa convivenza multietnica nei quartieri ai conflitti identitari dei figli dei migranti. Un corpus narrativo imponente che in questa pubblicazione viene per la prima volta sistematizzato e analizzato all'interno di 11 percorsi bibliografici tematici (con introduzioni, schede di recensione, collegamenti ad altri testi, dati, curiosità.). Un'ultima sezione è dedicata alle "migrazione degli altri", cioè ai libri per ragazzi di autori stranieri tradotti in Italia.
Uno strumento per insegnanti, bibliotecari, giovani lettori, studiosi e operatori della narrativa per ragazzi e dell'immigrazione. Una utile guida per tutti coloro che vogliono conoscere e approfondire, attraverso i differenti linguaggi narrativi presenti in questi libri e attraverso le vicende dei loro protagonisti "di carta", i vissuti dei giovani figli di migranti e i processi di "quotidiano mescolamento" che si producono nella scuola, nel gruppo dei pari, nei condomini, nelle città.

Scrittrici migranti. La lingua, il caos, una stella

Editore: 
Ets edizioni
Luogo di edizione: 
Pisa
Anno: 
2010
Presentazione: 

La raccolta dei saggi della studiosa del CNR, attiva collaboratrice de Il Giardino dei Ciliegi di Firenze e della Società Italiana delle Letterate, indaga lo sfaccettato tema della scrittura di donne migranti, in una serie di contributi su differenti esperienze di scrittura, a testimonianza dell'eterogeneità e della complessità di tale fenomeno letterario,difficile da inquadrare in rigide griglie, ma che, al contrario, resiste alle stesse e le sfida. Letture attente dei testi di Christiana de Caldas Brito e Jarmila Ockayova, per citare due autrici a cui sono dedicati scritti monografici, ma anche riflessioni più ampie che raccolgono molteplici esperienze di vita e di scrittura, non necessariamente e solo in italiano. Una raccolta importante nell'attuale panorama critico sulle scritture migranti, a rischio di dispersione, che ricorre al genere come ad una delle principali chiavi di lettura.

Il cittadino che non c'è. L'immigrazione nei media italiani

Autore: 
Editore: 
EDUP
Luogo di edizione: 
Roma
Anno: 
2004
Presentazione: 

È la pubblicazione della ricerca di dottorato della Sibhatu sull'immigrazione nei media italiani; l'analisi molto documentata si riferisce ai giornali dell'epoca, ma le riflessioni sono purtroppo sempre attuali. I media italiani parlano troppo di cronaca nera, associano sempre l'immagine degli immigrati a fatti criminali, ed uno delle loro colpe peggiori è quello di indicare la persona con la sua origine, contribuendo a marchiare, per un crimine commesso da un singolo, una intera popolazione o gruppo. A ondate che tutti noi riconosciamo, con capri espiatori diversi, prima è il periodo degli albanesi, poi viene quello dei rumeni, gli zingari sempre.
Ribka Sibhatu è convinta che i mezzi d'informazione disinformino e che questo crei gravi problemi non solo agli immigrati, ma a tutta la società italiana.

AltreItalie n.42/2011

Autore: 
Editore: 
Rosenberg&Sellier
Luogo di edizione: 
Torino
Anno: 
2011
Presentazione: 

La rivista internazionale di studi sulle migrazioni italiane nel mondo, legata al centro di ricerca torinese omonimo, dedica il numero 42 al colonialismo italiano con contributi di storici e letterati volti ad approfondire il tema delle migrazioni e del colonialismo italiani in Africa. La sezione che raccoglie i saggi vede testi di Gian Paolo Calchi Novati, Antonio Morone,Gianluca Podestà, Nicholas Lucchetti, Matteo Grilli, Liliana Ellena, Marie Amelie Bardinet e Simone Brioni. Vi è poi una ricca sezione che ospita recensione a numerosi testi, che offre numerosi spunti di lettura e riflessioni.

Il malinteso. Antropologia dell'incontro

Editore: 
Tascabili Laterza
Luogo di edizione: 
Roma-Bari
Anno: 
2009
Presentazione: 

Perché si continua a parlare di incontri tra culture, di dialogo, di necessità di comunicare? Perché la comunicazione risolverebbe tutti i problemi se da sempre le culture si sono incontrate e mescolate ma anche, altrettanto, scontrate?
In realtà, dice la Cecla in questo saggio provocatorio, niente genera più pace del malinteso, dell'impossibilità di capirsi. Arrivati ad un certo punto di comprensione infatti non è più possibile mediare tra posizioni diametralmente opposte e si arriva inevitabilmente allo scontro. Meglio dunque l'approccio morbido del 'malinteso' che in molti casi può essere una fortuna.
Capirsi non è importante, anzi, capirsi può significare 'guerra!' Per incontrarsi è meglio coltivare l'arte del non capirsi, mantenere una zona neutra dove le identità possono attestarsi e venire a patti, tollerarsi e accogliersi, convivere. La Cecla nega la validità da una parte dell'universalismo -siamo tutti uguali- dall'altra del relativismo, dell'indifferenza come dell'esotismo. È necessario mantenere una sorta di terra di nessuno, di 'terrain vague' in cui “sgranchirsi l'identità”: il cibo, la musica, certe lingue pidgin, i mercati, offrono situazioni in cui non è necessario capirsi per attuare scambi.
L'approccio fuori norma e l'ampia discussione delle riflessioni di molti autori sul tema, rendono assai utile questo lavoro.

Pagine di...: 

Confini e frontiere:
A che servono gli stranieri?
A che servono le frontiere?
A che servono i miscugli?
pag. 107-151
La frontiera è il luogo dove le identità si incontrano, si scontrano, si confrontano, si "scoprono" e si possono anche confondere. È un luogo particolare e pericoloso. Uno spazio tempo, un catalizzatore dei malintesi, dei conflitti, delle idee preconcette e delle prevaricazioni. Ma può essere anche il luogo del superamento del margine, del tra e in mezzo, della trasformazione dell'identità in una identità di passaggio. Passo il confine e sono, non solo altrove, ma rischio di essere un altro. Il confine trasforma l'altrove in altro e viceversa, e rende fisica l'eccezione e fa dei fraintendimenti linguaggi nuovi di mediazione. pag. 123

L'identità

Autore: 
Editore: 
Tascabili Bompiani, 3a edizione
Luogo di edizione: 
Milano
Anno: 
2009
Traduttore: 
Fabrizio Ascari
Presentazione: 

Assai significativo il titolo originale di queste breve ed intenso saggio, riedito più volte: “Les identités meurtrières - le identità assassine”, per sottolineare come l'affermazione dell'identità di una persona o di un popolo sia concepita come un monolite, statica e troppo spesso rivolta CONTRO qualcuno, contro l'estraneo visto come una minaccia. Questo bisogno di definirsi e di riconoscersi in un gruppo ben preciso è particolarmente intenso in quest'epoca di rapida globalizzazione, ma bisogna “domare la pantera” identitaria e riconoscere che l'identità si costruisce nel tempo e con molti apporti e contaminazioni.
A partire dal suo caso concreto Maalouf spiega come egli abbia, come persona, un'unica identità che gode però di molteplici appartenenze, da quelle che risalgono ai suoi antenati a quelle che la sua storia personale lo ha portato a vivere.

Postfazione di Egi Volterrani

I dannati della terra

Autore: 
Editore: 
Einaudi
Luogo di edizione: 
Torino
Anno: 
2007
Traduttore: 
Carlo Cignetti
Presentazione: 

Pubblicato pochi giorni prima della sua morte prematura, questo lavoro risulta una sorta di testamento politico e avrà profonda influenza su capi rivoluzionari e su movimenti di liberazione in tutto il mondo e fin a tempi recenti. È l'opera più conosciuta di Fanon ed è stata concepita come un manifesto per la lotta anticoloniale, la liberazione nazionale e la creazione di forti stati che vincano i pericoli del neocolonialismo.
Fanon dichiara la necessità della lotta armata e di un rinnovamento profondo della cultura del colonizzato, se gli stati nascenti non vogliono diventare preda di una borghesia indigena rapace e corrotta e quindi di una dittatura e di un nuovo tipo di sfruttamento da parte delle ex potenze coloniali.
Fa stupire la lucidità delle sue analisi che, nel 1961, gli fanno intravvedere la storia di molti paesi diventati indipendenti in quegli anni. Esse muovono direttamente dalla sua esperienza di uomo di colore di cultura francese, che ha sperimentato il razzismo sia in Martinica sia in Francia, oltre che dalla sua cultura di psichiatra che lo rende un attento studioso dei meccanismi di alienazione mentale e culturale dei colonizzati e degli immigrati.
Il progetto che propone è quello di un superamento del modello europeo (e statunitense) che si riempie la bocca di umanesimo, ma ha perso il senso dell'umanità, è un invito a riconoscere quel che di valido l'Europa ha prodotto e ad evitare gli errori in cui è precipitata, un appello a “farsi una nuova pelle, sviluppare un pensiero nuovo, tentare di costruire un uomo nuovo.”

Mediatori atleti dell'incontro. Luoghi, modi e nodi della mediazione interculturale

Autore: 
Editore: 
Vannini
Luogo di edizione: 
Brescia
Anno: 
2011
Presentazione: 

Ripercorrere il cammino incerto e faticoso di un dispositivo coraggioso e creativo come la mediazione interculturale, porta inevitabilmente a riflettere sui mutamenti avvenuti lungo due decenni nell’immigrazione, nei servizi e nelle comunità, nelle politiche di integrazione, nella pratiche interculturali, nelle professioni del sociale, nel dibattito sul multiculturalismo. Come essi hanno cambiato e cambiano la mediazione? Qual è stato il contributo dei mediatori e delle mediatrici al cambiamento? Che tipo di mediazione si è realizzata nelle pratiche? E ancora: quali sono i nodi e gli snodi che attendono di essere chiariti e superati? Domande complesse, che ne sollevano altre, sulle quali questo libro si sofferma ampiamente. Un testo denso di riferimenti e indicazioni che propone un nuovo modo di guardare alla mediazione e ai mediatori, per superare equivoci, incomprensioni e contrapposizioni che ancora caratterizzano i discorsi e le pratiche su una professione in cerca di futuro.

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