Nato a Pec, nell’ex Jugoslavia, nel 1948 da una famiglia ebraica, laureato in letteratura inglese, ha cominciato a pubblicare nel 1973. Scrittore di fama internazionale - le sue opere sono state tradotte in quattordici lingue diverse - la sua produzione letteraria è per molti versi di matrice autobiografica e ispirata spesso alla storia singolare e travagliata della sua famiglia, che si intreccia con le sorti del suo Paese natale, la Jugoslavia.
Albahari ha presieduto negli anni novanta la federazione della Comunità ebraiche jugoslave, ontribuendo in prima persona all’evacuazione degli ebrei dalla Sarajevo assediata e bombardata. Nel 1993 ha preferito emigrare in Canada per evitare le pressioni e i condizionamenti della nuova classe politica serba in preda alla deriva nazionalista. Ed è in Canada che prendono vita i suoi ultimi romanzi.
Il romanzo Mamac (L’esca), del 1996, si è aggiudicato in patria l’importante premio NIN e il Balkanica Award come miglior libro dei Balcani. In precedenza, nel 1982, la sua raccolta di racconti Opis smrti gli è valsa il prestigioso Premio Andric.
È molto apprezzato anche come traduttore in serbo.
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