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Documentario

Mare chiuso

Regia: 
Andrea Segre-Stefano Liberti
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2012
Durata: 
60
Locandina: 
Sinossi: 

Il documentario di Andrea Segre e Stefano Liberti conferma l'impegno e la volontà di mantenere alta l'informazione a proposito delle palesi (nonchè sanzionate dalla Corte di Strasburgo) violazioni dei diritti umani ad opera dell'Italia nei confronti delle persone in fuga dai conflitti africani. Al centro del documentario il respingimento in mare, raccontato dai protagonisti, ad opera di una nave militare italiana di una barca di migranti partiti dalla Libia e lì riconsegnati. Aspra la denuncia nei confronti dei trattamenti disumani nelle carceri libiche, alle quali l'Italia ha riconsegnato i profughi. Le voci di chi ha avuto la possibilità di raccontare quell'esperienza drammatica sono state raccolte dai due registi. Il 20 giugno 2012, il documentario è stato proiettato in 100 città italiane.

18 IUS SOLI (Il Diritto di essere Italiani)

Regia: 
FRED KUWORNU
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2011
Durata: 
54
Locandina: 
Sinossi: 

“18 IUS SOLI” (52’) è il primo documentario grass-roots italiano ad affrontare il tema del diritto di cittadinanza per chi è nato e cresciuto in Italia da genitori immigrati. Vincitore del Premio Mutti, diretto e prodotto nel 2011 dal regista bolognese Fred Kuwornu in collaborazione con : l'Associazione Amici di Giana, la Cineteca di Bologna, Officina Cinema Sud-Est, Anolf Giovani di Seconda Generazione, Rete Togehter, Regione Emilia-Romagna, ACLI, Comunità di Sant’Egidio, Media Partner Babel TV ed altri partners, racconta con il linguaggio della documentario la storia di alcuni nuovi Italiani , ma al tempo stesso promuove il dibattito legislativo e culturale sul diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia sebbene da genitori immigrati.
Sono ragazzi nati in Italia, figli di immigrati: studiano nel nostro Paese, parlano la nostra lingua e i nostri dialetti, molto probabilmente non sono nemmeno mai stati nel paese d'origine dei loro genitori né spesso ne parlano la lingua. Eppure non sono riconosciuti cittadini italiani come tutti gli altri. Per ottenere la Cittadinanza italiana devono infatti sottoporsi , al compimento del 18° anno di età ad un iter burocratico lungo e complesso, che non sempre termina con esiti positivi per il richiedente, con conseguenti e inevitabili gravi problemi di inserimento sociale e di identità. nell'ottobre 2011.
Al film documentario è affiancata una imminente campagna di comunicazione sociale di cui fanno parte le maggiori associazioni, enti, fondazioni, think tank che si stanno impegnando a portare anche in Italia il concetto ormai presente in alcuni Paesi del mondo di Ius Soli, per cui si diventa cittadini italiani, dopo un ciclo scolastico sostenuto nel nostro Paese. Hanno partecipato al documentario il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e l’On. Andrea Sarubbi.
“18 Ius Soli” è basato su 18 interviste, condotte in tutt’Italia, e racconta storie reali di ragazze e ragazzi tra i 18 e 22 anni di Seconda Generazione che hanno come minimo comune denominatore il problema del non aver ancora ottenuto la cittadinanza italiana per i più svariati motivi.
Nel frattempo, in concomitanza con il 150^ Anniversario dell’Unità d’Italia è anche partita la campagna sul network 18 Ius Soli Facebook per diffondere la necessità di provvedere in tempi brevi alla modifica sulla legislazione inerente all’acquisizione della cittadinanza italiana con l’obiettivo di rendere sempre più visibile ai media l’onda di questa richiesta di cambiamento, rimuovendo gli “ostacoli” culturali, politici, burocratici che ancora impediscono ad alcuni italiani di essere pienamente cittadini a tutti gli effetti.
Per ulteriori info visita i siti web www.18-ius-soli.com.
Contatti info@18-ius-soli.com
CREDITI Durata 54’ Anno 2011 Regia Fred Kudjo Kuwornu Produzione Struggle Filmworks Produttore Associato Mariachiara Giacomel Produttore Esecutivo Fred Kuwornu Montaggio Sergio Ponzio Direttore della Fotografia Lior Levy Aiuto Regia Stefano Morelli Soundtrack "Prospettive" cantato da Mike Samaniego ; "In Ostaggio" Cantato da Miguel Prod & Nasty Brooker; "Sono Nato Qui " Cantato da Valentino AG, Vincitore del Premio Gianandrea Mutti sostenuto da Associazione Amici di Giana.

Memorie migranti - Alla ricerca delle radici

Regia: 
Ester Capuzzo-Flavia Cristaldi
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2010
Locandina: 
Sinossi: 

Memorie migranti è un cofanetto che raccoglie undici video sul tema dell'emigrazione italiana, selezionati nell'ambito del concorso omonimo, arrivato nel 2010 alla sua settima edizione. Si tratta di un progetto a cura di Catia Monacelli e Daniela Menichini, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri.
Tra i video presenti, segnaliamo quello di Ester Capuzzo e Flavia Cristaldi (ques'ultima ospite della rassegna La Patria riTrovata del 2011 a Trento) dal titolo Alla ricerca delle radici: emigrazione, discendenza, cittadinanza. Il video è stato realizzato in collaborazione con l'associazione Trentini nel mondo e Trentini di Bosnia e dell'Agro Pontino: vi si narra l'emigrazione dalle valli trentine non solo verso le mete più note (Stati Uniti, America latina, Europa) ma anche i flussi che si diressero verso la Bosnia per volontà di Francesco Giuseppe che dopo le alluvioni del 1882-83 spinse molti trentini a partire verso quei territori, anche per controbilanciare la presenza musulmana in una provincia da poco acquisita dall'Austria-Ungheria. Questi trentini, poi, nel 1939, a seguito dell'accordo tra Italia e Jugoslavia, furono costretti a lasciare quei territori, rientrare in Italia e andare nei territori rimasti dell'agro pontino, dove ancora oggi molti di loro vivono.

Guerra o pace. Una giovine Italia.

Regia: 
Alberto Valtellina e Sergio Visinoni
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2009
Locandina: 
Sinossi: 

Ragazzi che lavorano e studiano insieme, che giocano, fanno sport, ridono e parlano insieme. È soprattutto questo loro comunicare festoso e naturale, tra compagni, quello che resta nel ricordo di questo filmato. Al di là delle singole storie, dei propositi, dei discorsi da 'operatore nel sociale'. La telecamera entra anche in quell'area importante di mantenimento della cultura d'origine, dall'apprendimento della lingua al salmodiare del Corano. Una realtà da conoscere per chi non ha tempo di aprire la porta di casa ed andarla direttamente a scoprire. Perché è qui, è la nostra quotidianità e sta anche a noi rendere così festosa questa giovinezza

Souvenir Srebrenica

Regia: 
Luca Rosini
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2006
Durata: 
90'
Locandina: 
Sinossi: 

Srebrenica, 11 luglio del 1995
Tornato di tremenda attualità dopo l'arresto di Mladić (26 maggio) e trasmesso per TG Uno speciale documentario il 12 giugno, "Souvenir Srebrenica" è un documentario angosciante e di grande rilievo, che racconta quanto successo a Srebrenica nella guerra degli anni '90: l’assedio, la violenza, l’inganno, l’assassinio e la deportazione della popolazione di Srebrenica, enclave musulmana della ex Jugoslavia,
Un assedio di tre anni si concluderà l’11 luglio del 1995 con il massacro di 9000 civili, trucidati e sepolti in fosse comuni, quando le armate serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić, e supportate dai paramilitari di Arkan, entrarono nella zona di Srebrenica che in quel momento era ufficialmente sotto tutela delle Nazioni Unite, senza nessuna reazione dei caschi blu e nell’indifferenza dell’intera comunità europea.
Sono qui riuniti in un discorso lineare e chiaro materiali di diverso tipo ed origine: riprese ufficiali fatte all’epoca dei tre anni di assedio della città di Srebrenica, dal 1992 al ’95; un pezzo di teatro-reportage, un monologo replicato innumerevoli volte e qui recitato dalla Biagiarelli nel luogo della strage; i filmati delle udienze del processo in corso al Tribunale dell’Aja contro Mladić e Karadžić, responsabili militare e politico della strage, accusati di genocidio; le riprese fatte in un campo profughi; le interviste a persone che hanno vissuto l'assedio e la tragedia e ancora vivono in città, lottando per mantenere viva la memoria di quanto accaduto e per ottenere giustizia. Ci sono soprattutto i terribili filmati amatoriali dei soldati serbi, fatti per vantarsi dei loro rastrellamenti e delle uccisioni dei mussulmani ed ora prove di accusa nei processi in corso. Forse più difficili da sostenere delle immagini di ritrovamento delle fosse comuni e dei funerali collettivi.

Stanze

Regia: 
Gianluca e Massimiliano de Serio
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2010
Durata: 
58
Sinossi: 

Alcuni rifugiati somali che nel 2008 hanno occupato l’ex caserma di via Asti interpretano le loro storie di esiliati. Suad Omar ha innescato una vera e propria catena poetica mettendo in versi le storie ascoltate dai protagonisti, ma anche rielaborando materiale d'archivio riguardante i processi contro i membri della Guardia nazionale repubblicana fascista. La catena poetica attraversa il paradosso interno alla caserma, saldando la storia passata del colonialismo a quella contemporanea dell'esilio e della diaspora. Le riprese lunghe, le posture dei protagonisti, la scelta stessa della poesia orale somala (considerata l'espressione politica e culturale più alta) e il progressivo passaggio da spazi luminosi a luoghi d'ombra ben inscena il tema dello sradicamento e della memoria.

La quarta via

Regia: 
Simone Brioni, Ermanno Guida, Graziano Chiscuzzu
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2009
Durata: 
37'
Locandina: 
Sinossi: 

Kaha Mohamed Aden ricostruisce in questa lunga intervista la sua città, Mogadiscio, vista ormai nel ricordo, da lontano, dalla Pavia in cui attualmente abita.
È la bella città bianca affacciata sull'azzurro dell'oceano con la sua via verde, il suo primo nucleo storico, quello islamico, la città aperta all'oriente ed all'Africa che ha alle spalle.
La via nera è quella dell'edilizia fascista portata dal colonialismo italiano e furono in pratica i fascisti, tornati come esperti dei luoghi, ad avviare alla democrazia (!) la Somalia, in un lungo periodo di amministrazione fiduciaria, 1950-1970. Rossa la via del socialismo di Siad Barre, tiranno dapprima illuminato poi sempre più feroce, a cui fa seguito una Somalia ingovernabile, la via grigia, dell'attuale guerra di tutti contro tutti.
La quinta via, quella della speranza, bisogna desiderarla e e costruirla, tuttavia è possibile se in passato in questa città c'è stata vita e convivenza.
Il lavoro è arricchito da immagini d'epoca che si intrecciano a quelle della Pavia di oggi.
Di sicuro interesse la collaborazione musicale di Isacco Chiaf.

La presentazione:
http://www.youtube.com/watch?v=s9vSKtdG25A&feature=related
il trailer:
http://www.youtube.com/watch?v=_nmHWQiLQm8

Aulò

Regia: 
Simone Brioni, Ermanno Guida, Graziano Chiscuzzu
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2011
Durata: 
41'
Locandina: 
Sinossi: 

Scritto da Simone Brioni e Ribka Sibhatu questo documentario è vivace e luminoso, ricco di spunti, estremamente chiaro nei concetti importanti che esprime.
Un giovane gira per le strade di Roma, rendendola protagonista tra racconti ed interviste. Alla fine ci spiegherà che non è “romano da sette generazioni”, ma che con tante altre persone, nate non importa dove, rende viva questa città.
L'altra protagonista che riempie la scena è Ribka Sibhatu. Ci racconta, e ci canta secondo la tradizione eritrea, la sua vicenda personale e la storia congiunta di Italia ed Eritrea, una storia che dovremmo ricordare e condividere, ristudiandola insieme e mettendoci gli uni dal punto di vista degli altri.
Due i sogni principali di Ribka: vedere il riscatto culturale dell'Africa ed essere considerata romana, sentirsi a casa propria a Roma “come quando non va in questura”.
Almeno uno il nostro: sentire tanti esprimersi come la giovane Sara, sicura della propria ricchezza. “Sono romana, francese ed eritrea”.
Le musiche originali sono di Edoardo Chiaf.
Qui il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=2Y4rYLlUEf0&feature=player_embedded

Le piazze di dentro. Percorsi tra i pieni e i vuoti

Regia: 
Giuseppe Cembalo
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2009
Durata: 
37’ 30’’
Locandina: 
Sinossi: 

L’assenza di idee potrebbe essere la causa del vuoto nelle grandi periferie urbane e in alcuni luoghi del centro delle città.
Elaborare idee è un lavoro lungo e faticoso.
Elaborare buone idee è compito arduo, ma c’è qualcuno che non si arrende.

Il soggetto è di Giuseppe Cembalo e Serena Gaudino.
Produzione Centro Hurtado, Fondazione Premio Napoli, Fondazione Vodafone Italia

Giuseppe Cembalo è ospite de Il Gioco degli Specchi, "Fili d'oro", dal 4 al 6 novembre 2010. Proiezione del video ambientato a Scampìa e incontro con il pubblico sabato 6 novembre alle ore 10, AULA MAGNA, della Fondazione Bruno Kessler, via S.Croce, 77, Trento

Nìguri

Regia: 
Antonio Martino
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2009
Durata: 
47'
Locandina: 
Sinossi: 

Il regista porta la sua cinepresa a S.Anna, 89 abitanti, frazione di Isola Capo Rizzuto, presso l'aeroporto di Crotone in Calabria. È il centro d'accoglienza più grande d'Europa, con una capienza ufficiale di 1.698 posti, dove le persone dormono tra container e tende. Le tensioni sono nate quando dal campo gli immigrati sono stati autorizzati ad uscire, dalle 8 alle 20, senza peraltro poter fare nulla.
Antonio Martino ascolta con pazienza tutte le opinioni e le registra, guarda gli oggetti quotidiani e gli occhi degli interlocutori. Lo sconcerto e le paure degli abitanti la cui vita è stata stravolta dalla presenza di tanti immigrati, questi ultimi che sprecano la loro esistenza sospesi in un limbo di cui non vedono la fine, gli operatori e i funzionari, gli assistenti che cercano di capire le ragioni degli uni e degli altri, coloro che hanno subito le umiliazioni dell'emigrazione e ricordano che a volte basta un sorriso. E quando la domanda di asilo non viene accolta è il foglio di via e l'inabissamento nella clandestinità in condizioni di vita disumane. O, se viene accolta, la felicità di prendere un treno per Roma o Milano centrale e la speranza di trovare un lavoro.
Si parla di S. Anna, ma in realtà dell'Italia e della sua incapacità di gestire una politica di accoglienza che dia assistenza ed informazioni reali agli abitanti invece di fomentarne le paure e nello stesso tempo affronti l'immigrazione nel rispetto dei diritti umani.

Di Antonio Martino segnaliamo anche:
"Noi siamo l’aria, non la terra", Bielorussia 2004. Documenta le attuali condizioni di vita e le conseguenze subite dalla popolazione che vive nei pressi della centrale nucleare di Chernobyl a diciotto anni di distanza dalla catastrofe.
"Gara de Nord", Romania 2006. Armato di una piccola telecamera palmare più o meno nascosta ed un budget pari a zero, vive con i bambini delle fogne di Bucarest per un mese. Il film riceve molti premi, tra i quali il prestigioso Premio produzione Ilaria Alpi 2007.
"Pancevo_mrtav grad", Serbia 2007. Un reportage girato nella città più inquinata d’Europa: Pancevo, in Serbia, a pochi km da Belgrado. Il video indaga sulle conseguenze del bombardamento del più grande complesso industriale della ex Yugoslavia da parte della Nato.
"Be water, my friend", Uzbekistan 2009, tratta delle assurde condizioni di vita di ex pescatori i quali sono stati privati della cosa per loro più importante: l’acqua dell'ormai scomparso lago di Aral.

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