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Documentario

Zakaria

Regia: 
Gianluca e Massimiliano De Serio
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2005
Durata: 
13'
Locandina: 
Sinossi: 

Zakaria comincia a conoscere la cultura araba.
– Sono Zakaria.
– Anch’io sono Zakaria.

«“Signore”, disse Zaccaria, “dammi un segno”.
“Il tuo segno”, disse il Signore, “sarà che per tre giorni potrai parlare alla gente solo a segni”».

(Corano, Versetto 41, III sura, Al-’Imrân)

Arabo con sottotitoli in italiano.

Vento di settembre

Regia: 
Alexander Seiler
Paese di produzione: 
Italia 105 min
Anno: 
2002
Durata: 
105'
Locandina: 
Sinossi: 

Alcune decine di anni dopo aver girato Siamo italiani, Seiler rivisita la stessa comunita' italiana che aveva osservato negli anni sessanta per coglierne i cambiamenti.
“Che fine hanno fatto Marco, Carolina, Maria Assunta, Antonio e gli altri?"
Per la sua ricostruzione va a cercare tutti gli interpreti della prima pellicola, raccontando le nuove storie e i percorsi degli immigrati ormai anziani e delle loro famiglie.

"È stato molto difficile far dire agli immigrati della prima generazione anche solo una parola negativa sulla loro esperienza in Svizzera. Quando ricordano le condizioni in cui erano costretti a vivere, quarant’anni fa al loro arrivo in Svizzera, dicono che «era un alloggio con i topi», e poi ne ridono: e più di così non dicono. Soltanto uno degli intervistati arriva ad ammettere che «eravamo molto schiavi»: ma un suo concittadino mi ha confidato che è stato questo l’unico passaggio del film che non gli è piaciuto. Credo che qui emerga la capacità di ognuno di noi di dimenticare e di rimuovere. L’odierno benessere economico, raggiunto con il duro lavoro in Svizzera, ha rimosso tutte le difficoltà, le discriminazioni. L’unico senso di dolore che rimane è per la lontananza, un senso di nostalgia per la propria terra". (A.Seiler)

- ted./It. con sott. in it.

Vaccaro Pastry Shop

Regia: 
Alessandra Tantillo
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
1999
Durata: 
15'
Locandina: 
Sinossi: 

La storia di Gioacchino Vaccaro, che nel 1954 parte da Palermo per gli Stati Uniti d’America, e della Vaccaro Pastry Shop, specializzata in cannoli. Un film di suoni ed immagini costruito con i vecchi nastri registrati mandati da Gioacchino Vaccaro ai parenti in Italia, alla fine degli anni ’60.

Un confine di specchi

Regia: 
Stefano Savona
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2002
Durata: 
57'
Locandina: 
Sinossi: 

Gli emigrati siciliani in Tunisia e quelli tunisini in Sicilia, scambi e flussi che hanno generato vicende tra le più interessanti da raccontare. Storie dove l’integrazione e l’odio fanno parte di un unico universo. Dove il confine tra mondo islamico e quello occidentale è al tempo stesso evanescente ed insormontabile.
Alla realizzazione di questo documentario ha collaborato l'antropologo siciliano Franco la Cecla.

Ué paisà - atto I Franchein

Regia: 
Gianni Torres
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2003
Durata: 
9'
Locandina: 
Sinossi: 

“Ué…paisà- atto I. Franchein” è un documentario nato dalla domanda: "è possibile integrarsi nel popolo italiano comunicando mediante l’espressione più radicata, ossia il dialetto?" In Italia, infatti, in ogni paese o città si parla un dialetto differente, a volte, più dell’italiano stesso. Ecco dunque l’incontro/intervista con Talla, ambulante senegalese, immigrato regolare.
Talla parla un dialetto barese dei più antichi, quello della città vecchia, quello stesso linguaggio proveniente da una realtà cittadina avvolta dall’emarginazione e dal disagio sociale. Talla, chiamato da tutti “Franchein“ (Franchino), esprime infinità dignità, sottolineando le diversità religiose, le difficoltà quotidiane, gli obiettivi futuri della sua vita.
Il dialetto è davvero una porta d’ingresso privilegiata per accedere nella società: dopo pochi minuti, superato l’impatto folkloristico, miracolosamente non ci si accorge quasi più della diversa colorazione della pelle perché, quella lingua, è compagna di vita di tutti gli italiani, nelle proprie rispettive cadenze e negli infiniti dialetti. Straordinarie, inoltre, e interessantissime, la gestualità e le espressioni di Franchein proprie di chi parla il dialetto barese.
Ultima considerazione: forse, la migliore comprensione di culture ed abitudini dei popoli, passa proprio dalla conoscenza profonda della lingua.

Siamo italiani

Regia: 
Alexander Seiler
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
1964
Durata: 
78'
Sinossi: 

Pieno di sensibilità per la forte comunità di italiani (circa 500mila) che vivevano in Svizzera, questo documentario racconta la storia della loro discriminazione. Considerati "un problema", gli italiani erano visti in modo stereotipato e considerati indistintamente noiosi, sporchi e pericolosi "non-cittadini", trattati malamente tanto dall'opinione pubblica quanto dai funzionari dell'immigrazione. Questo film venne bloccato dopo essere stato proiettato per la prima volta sugli schermi svizzeri perchè dipingeva una realtà preclusa a questo cinema.

Questo film venne bloccato dopo essere stato proiettato per la prima volta sugli schermi svizzeri, nel 1964, perché dipingeva una realtà preclusa a questo cinema.
L'autore non ha però rinunciato ad indagare questa realtà e torna a parlarne in "Vento di settembre", una analisi di quel che è successo a questi emigrati tanti anni dopo.
Si veda http://www.ilgiocodeglispecchi.org/film/scheda/vento-di-settembre.

It./Ted. con sott. in it.

Ritorni

Regia: 
Giovanna Taviani
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2006
Durata: 
52'
Locandina: 
Sinossi: 

Il ritorno della gente del Maghreb che vive in Europa alla propria terra d’origine durante le vacanze estive e lo studio dei diversi punti di vista e significati di questo ‘ritorno’: un esodo nella direzione opposta, un viaggio alla rovescia rispetto alla rotta disperata che migliaia di rifugiati intraprendono ogni anno dalle coste africane verso le nostre terre.

Nisansala la tranquilla

Regia: 
Elisabetta Lodoli
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2002
Durata: 
18'
Locandina: 
Sinossi: 

Il ritratto di una ragazza di 17 anni, Nisansala, dello Sry Lanka che da circa 3 vive a Roma dove ha raggiunto i genitori, immigrati da lungo tempo. La ragazza è alle prese con la complessa e contraddittoria condizione della propria identità, sospesa tra il radicamento e il rifiuto del suo paese di provenienza.

“Volevo indagare l’esperienza di sentirsi stranieri, raccontare lo spaesamento, la sospensione e le contraddizioni quotidiane in cui vivono le persone divise tra la loro cultura d’origine e quella del paese ospitante. In questo percorso riconosco ora una parte di me, quella che, seppur in condizioni di privilegio, ha vissuto all’estero ed è stata ‘straniera, non integrata’” (E. Lodoli)

La cloture de Sangatte

Regia: 
Federico Ambiel, Andrée Rossi Maroso
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2004
Durata: 
43'
Locandina: 
Sinossi: 

Dall'apertura dell'Eurotunnel, 1997, un flusso di persone in fuga dai conflitti e dalla miseria alla ricerca di un futuro in Gran Bretagna è andato via via intensificandosi e si è concentrato sul territorio del Pas de Calais.
Un passaparola silenzioso tra persone in cerca di asilo ha fatto conoscere l’esistenza del Centro di Sangatte in tutti i paesi incendiati dalla guerra. Questo centro, allestito dalla Croix Rouge francese, ha dato accoglienza a circa 75.000 persone tra il 1999 e il 2002.
Il 18 dicembre 2002 il centro è stato chiuso su accordo dei Ministri Blair e Sarkozy.

"La mattina della chiusura, avvenuta verso le cinque, abbiamo raggiunto questo piccolo paese vicino a Calais, per capire cosa stesse accadendo, perché il centro fosse un problema, cosa rimane adesso di questo progetto".(F.Ambiel e A.Rosssi Maroso)

Il documentario si articola in tre momenti: la chiusura, le manifestazioni contro la chiusura, le parole dei richiedenti asilo. Il commento di Francis Gest, portavoce del collettivo di sostegno ai rifugiati racconta come questi arrivi siano indipendenti dall’esistenza del Centro. Il sociologo Derr, direttore di Sangatte, illustra la vita all’interno del Centro. Murielle Thorens, addetto stampa della Croix Rouge espone la sua esperienza con i rifugiati dal punto di vista umano e di relazione con queste persone. I ragazzi con cui parliamo ci immergono in un mondo altro, vicino a noi, distante da noi: con una semplicità disarmante ricordano gli anni di cammino verso Sangatte, l’abbandono del proprio paese, la sopravvivenza in attesa di un futuro dignitoso lontano dalla guerra.
Ora che il centro è chiuso cosa succede? Ovviamente i rifugiati continuano ad arrivare. Sangatte è smantellato ed essi dormono per strada, nei parchi, nei bunker abbandonati della seconda guerra mondiale lungo la costa. Ma le istituzioni considerano il «problema Sangatte» ormai risolto.

Foku - fuoco sporco

Regia: 
Claudio Bozzatello
Paese di produzione: 
Italia
Anno: 
2005
Durata: 
18'
Locandina: 
Sinossi: 

Foku è il tentativo di raccontare la storia di 4 ragazzi e il loro lavoro nelle ex acciaierie Falk. Jon, Titti, Miki e Sandu sono alcuni tra coloro che negli ultimi anni hanno vissuto tra i vecchi capannoni dismessi, estraendo rame e cercando di difendersi dalle molte insidie. Le immagini di quello che è stata in passato vivono attraverso gli occhi del custode che lega a quei capannoni i ricordi del suo lavoro, di quello di suo padre e di moltissimi amici e colleghi.

«Un’enorme area dismessa, un insieme di capannoni e palazzine che, fino a pochi decenni fa, ospitavano una delle maggiori realtà della siderurgia in Europa. Oggi quell’area è il rifugio, la casa e il posto di lavoro di chi ha una realtà spesso complicata da vivere. Realtà invisibili e spesso inimmaginabili per chi vive oltre il muro di cinta […]. Crediamo nella possibilità di rendere una testimonianza di queste storie diverse, nella preoccupazione che la totale demolizione dell’area – da riconvertire in un grande centro polifunzionale – le cancelli per sempre». (C. Bozzatello)

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